Grano moderno e grani antichi: cosa cambia?

Spesso capitano in studio persone abituate a fare colazione con il cornetto al bar, che mangiano merendine confezionate o abbondano in pasta e pane. Queste persone accettano con fatica i cambiamenti e mi chiedono frequentemente perché consiglio di familiarizzare con alimenti diversi da quelli contenenti glutine, anche nei casi in cui il problema non è la celiachia e che differenza ci può essere tra la pasta “normale” e quella che propongo io.

La risposta è che gli alimenti a cui sono abituati sono a base di grano moderno e sono tutti pro-infiammatori, stimolano continuamente il sistema immunitario e aumentano la permeabilità gastroenterica.

Ciò significa disturbi digestivi come gonfiore, reflusso, meteorismo, episodi di diarrea alternati a stipsi, ma non solo, infatti questi episodi non si limitano esclusivamente al colon irritabile ma in alcuni casi possono nascondersi anche dietro altre patologie più serie, come per esempio, nei disturbi a carattere tiroideo.

Perché parlo solo del grano moderno?

Perché è il grano moderno uno dei principali responsabili dell’inflammaging, ossia uno stato infiammatorio cronico; i cereali antichi, quelli non raffinati, al contrario del grano moderno non hanno alte concentrazioni di glutine. Quello stesso glutine che è ricco di due amminoacidi, prolina e glutamina, i quali vengono difficilmente digeriti, in quanto spesso mancano gli enzimi deputati a farlo.

Il grano moderno può presentare manipolazioni a partire già dalle modalità di conservazione: il grano deve essere conservato in ambienti dove non crescano muffe che possono facilmente aggredirlo. Ce n’è una in particolare, la Fusarium che, quando il grano non viene trattato con mercuriali oppure è in cattivo stato o se si trova in ambienti dove non c’è molto sole (infatti sarebbero da preferire i prodotti a base di grano italiano o comunque di Paesi dove c’è il sole per molti mesi all’anno), questa tossina attacca il grano rendendolo più infiammatorio per l’intestino e favorendo l’insorgenza del colon irritabile.

Quindi, se mangio il cornetto vegano, i biscotti light, la pasta, la brioche, alla fine sto mangiando sempre la stessa cosa cosa: grano moderno.

Cosa fare per mantenere un’alimentazione sana?

In questo la Dieta Mediterranea ci tende una mano proponendoci farine alternative. Infatti, uno dei capisaldi della dieta Mediterranea sono proprio i cereali non raffinati, oltre ovviamente a frutta, verdura e proteine vegetali e in minore quantità, animali, che devono provenire principalmente dal pesce e meno frequentemente dalla carne. Riguardo alle farine da utilizzare, ottime sono per esempio la farina di Korasan, Tumminia, Senatore Cappelli, ecc. In questo caso ricordiamoci che non stiamo seguendo una dieta per dimagrire, perché si tratta comunque di farine contenenti carboidrati complessi, pertanto devono essere sempre commisurate alle esigenze metaboliche della persona per poter perdere peso, ma cominciare a inserirli nella propria routine alimentare sicuramente sarà un ottimo punto di inizio per qualsiasi protocollo dietetico si voglia seguire.

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Mi chiamo Sarah di Lauro e sono una Biologa Nutrizionista regolarmente iscritta all'Ordine Nazionale dei Biologi

Da anni mi occupo di nutrizione e benessere a 360°

Oltre alle consulenze in studio a Salerno, Roma, Milano, Bologna e a distanza collaboro attivamente con diverse testate giornalistiche come Elle.it e sono intervenuta in trasmissioni radio-televisive come A Conti Fatti, Radio Prima Rete e con diverse interviste su media tradizionali e online.

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Grano moderno e grani antichi: cosa cambia? ultima modifica: 2018-03-13T15:20:20+00:00 da Dietaok.it